Polestar respinge il gruppo dell’industria automobilistica per la posizione politica sui veicoli elettrici

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Polestar Australia ha riaffermato la sua decisione di rimanere indipendente dalla Camera federale delle industrie automobilistiche (FCAI), citando come motivo principale la resistenza dell’organizzazione alle politiche sui veicoli elettrici (EV). Questa mossa segue una precedente partenza nel 2024, innescata dalle critiche della FCAI al nuovo Vehicle Efficiency Standard (NVES) australiano, progettato per ridurre le emissioni dei nuovi veicoli.

La FCAI ha espresso preoccupazione per il fatto che la NVES potrebbe soffocare l’adozione dei veicoli elettrici e potenzialmente aumentare le emissioni, facendo aumentare i costi per i consumatori. La Camera sostiene che standard eccessivamente rigidi potrebbero limitare la scelta dei veicoli e l’accessibilità economica per gli acquirenti australiani.

L’amministratore delegato di Polestar Australia, Scott Maynard, ha dichiarato che la FCAI deve dimostrare un reale sostegno ai veicoli elettrici e cambiare tono riguardo alle normative governative sulle emissioni prima che il marchio prenda in considerazione la possibilità di rientrare. Sottolinea che la FCAI attualmente rappresenta le case automobilistiche tradizionali che si affidano a veicoli tradizionali ad alte emissioni, piuttosto che a marchi di veicoli elettrici progressisti come Polestar.

La questione centrale è la rappresentanza : i membri della FCAI fanno molto affidamento sui finanziamenti di produttori automobilistici affermati, creando un conflitto di interessi quando sostengono politiche che accelerano la transizione ai veicoli elettrici. Maynard vede la resistenza della FCAI come una strategia per proteggere questi marchi storici, che storicamente hanno beneficiato degli standard permissivi sulle emissioni dell’Australia.

Polestar evidenzia il proprio impegno per la trasparenza, pubblicando dati completi sulle emissioni di carbonio dei suoi veicoli, compresi gli impatti produttivi e operativi. Ciò contrasta con la riluttanza percepita dalla FCAI ad abbracciare pienamente l’adozione dei veicoli elettrici. La NVES richiede alle case automobilistiche di raggiungere obiettivi sempre più stringenti di emissioni a livello di flotta entro il 2029, pena sanzioni. La FCAI sostiene che questi costi verranno inevitabilmente trasferiti ai consumatori, incoraggiandoli potenzialmente a mantenere sulla strada i veicoli più vecchi e ad alte emissioni.

Maynard respinge queste affermazioni come “palese allarmismo”, suggerendo che i marchi legacy stanno resistendo al cambiamento perché l’Australia è stato un mercato redditizio per la tecnologia obsoleta. Egli sostiene che molte case automobilistiche affermate potrebbero ridurre le emissioni ma non hanno incentivi finché normative più severe non forzano loro la mano.

Nonostante la quota di mercato relativamente piccola di Polestar in Australia (2.373 unità vendute nel 2023 rispetto alle 28.856 di Tesla), Maynard prevede che la FCAI alla fine si adatterà alla crescita della domanda di veicoli elettrici. Ritiene che l’inevitabile passaggio ai veicoli elettrici costringerà il gruppo industriale ad allinearsi alle mutevoli realtà del mercato.

“L’industria si evolverà e loro dovranno evolversi con essa”, afferma Maynard. “Sono un passo indietro in questo momento, e sicuramente molto indietro rispetto a noi.”

Le implicazioni a lungo termine di questa situazione di stallo sono chiare: Polestar si sta posizionando come leader nella difesa dei veicoli elettrici, mentre la FCAI rischia di alienare marchi e consumatori lungimiranti mentre il panorama automobilistico si elettrizza rapidamente.